LAGO DELL’ACCESA

 

L’area archeologica individuata intorno al Lago dell’Accesa si trova nel Comune di Massa Marittima, a una distanza di circa Km 7 dalla città lungo la Strada Provinciale 49 in località La Pesta.
L’insediamento antico, indagato solo in parte, si estende per alcune decine di ettari. Sono stati attualmente scavati cinque quartieri abitativi a cui dovevano corrispondere altrettante necropoli, in parte già individuate.
Il percorso, segnalato da cartelli esplicativi, inizia dal quartiere A e procede, seguendo i sentieri chiaramente indicati, attraverso i quartieri B, D e C. La cronologia dei quartieri esplorati copre il periodo che va dalla fine del VII° secolo a tutto il VI° secolo a.C., tuttavia il popolamento della zona, a giudicare dalle tombe a pozzetto e a fossa, potrebbe essere più antico e risalire al IX-VIII secolo a.C. Non si conosce il nome antico dell’abitato dell’Accesa; era probabilmente un centro satellite di una città maggiore, da identificare con Vetulonia, che aveva nel periodo di vita del villaggio il controllo sui giacimenti minerari delle Colline Metallifere. La visita al parco è strettamente connessa alla visita al Museo Archeologico di Massa Marittima, dove sono conservati tutti i reperti provenienti dall’Accesa.

BARATTI E POPULONIA

 

Il Parco Archeologico si estende tra le pendici del promontorio di Piombino ed il Golfo di Baratti , dove sorgeva la città etrusca e romana di Populonia, nota fin dall’antichità per l’intensa attività metallurgica legata alla produzione del ferro. Comprende una parte significativa dell’abitato etrusco e romano di Populonia, con le sue vaste necropoli, le cave di calcarenite ed i quartieri industriali. Sull’acropoli furono costruite importanti capanne per ospitare le più antiche aristocrazie di Populonia. Di queste capanne restano deboli e suggestive tracce sulla sommità dell’acropoli, non distanti dalle monumentali strutture di un’altra Populonia, quella romana che intorno al II secolo a.C. costruisce importanti templi, terme e santuari proprio nel cuore della cittàUna rete di itinerari unisce la città delle case e dei templi alla città industriale e alle necropoli che si adagiano sulle prime colline che cingono l’insenatura. I percorsi, oggi come nell’antichità, seguono strade basolate, attraversano boschi e macchia mediterranea e si aprono su inaspettati scorci rivolti alternativamente sul golfo di Baratti o sul mare aperto e l’isola d’Elba. Uno di questi tracciati si spinge fin verso un altro paesaggio, quello del Medioevo. Fra i boschi del promontorio i ruderi del monastero benedettino di San Quirico raccontano di una città scomparsa e di un rinnovato interesse per le risorse naturali e minerali della regione.

VETULONIA

 

L’area archeologica di Vetulonia è situata nel territorio comunale di Castiglione della Pescaia, nei pressi della frazione di Vetulonia, e fu in gran parte portata alla luce alla fine del XIX secolo da Isidoro Falchi, a cui è dedicato il museo di Vetulonia.
Lungo un sentiero si incontrano la tomba del Belvedere, il tumulo delle Pietrera della seconda metà del VII secolo a.C., tomba monumentale a tholos formata da due camere sovrapposte, il coevo tumulo del Diavolino, di 80 metri di diametro e, proseguendo il cammino la tomba della Fibula d’oro. Tombe a pozzetto e a tumulo occupano i siti delle alture chiamate Poggio alla Guardia, Poggio alle Birbe, Poggio al Bello, Colle Broncio e Costa delle Dupiane.
Si consiglia di visitare la zona archeologica dalla scavo di città o Poggiarello Renzetti, all’ingresso del paese, e due siti piccoli ma interessanti davanti al cimitero: Costia dei Lippi e Costa Murata.

^